Dopo una frattura quando posso tornare ad allenarmi?

Classificazione delle fratture
Esistono molti modi differenti di classificare le fratture, sebbene sia utile definirle per tipo e meccanismo, le ossa possono rompersi in modi estremamente diversi. Non esistono due fratture esattamente uguali! Chiaramente il tipo di frattura determina il modo in cui essa deve essere inizialmente gestita e trattata. Innanzitutto le fratture possono essere classificate come esposte o composte.
-Le fratture esposte sono quelle in cui I’estremità ossea abbia lacerato la cute e sono motivo di preocupazione in quanto consentono la penetrazione di batteri, rappresentando un rischio di infezione.
-Le fratture composte o chiuse invece, vista la loro natura, mantengono la cute intatta prevenendo in parte il rischio di infezione dall’esterno.
Le fratture si possono anche classificare in spiroidi, quando avvengono a seguito di movimenti torsionali esasperati. Altra classificazione è quelle delle fratture trasverse o oblique, causate da un colpo diretto che esprime una forza, superiore alla gestioni della normale deformità dell’osso, provocato sia che l’arto sia fisso o in movimento. Le forze longitudinali esagerate tendono a produrre fratture dette da compressione o schiacciamento. Quando l’osso si rompe in molteplici frammenti distinti la frattura è detta comminuta, curiosità è che i frammenti più grandi prendono il nome di “frammenti ad ali di farfalla”. Nella frattura a legno verde, frequente nei bambini in cui le ossa sono ancora malleabili, non si verifica il completo attraversamento dell osso a opera della rima di frattura. Fratture da avulsione avvengono per la forte trazioni dei tessuti molli, come i legamenti, che adesi all’osso lo spezzano. Ultime dell’elenco sono le fratture definite impattate, avvengono per compressione dei compartimenti ossei.
Le cause delle fratture nello sport
- Trauma diretto come una caduta o l’impatto possono essere fattori provocanti una frattura.
- Traumi indiretti, per esempio quando si cade su un braccio teso, con trasmissione della forza fino alla clavicola, che si rompe.
- Forze torsionali possono produrre lesioni, ad esempio della tibia in una partita di calcio o competizione sciistica. Il peso del corpo che ruota influisce in maniera negativa gravando sulla porzione del corpo mantenuto in posizione fissa.
- Fratture da stress che si verificano dopo aver camminato o corso per distanze rilevanti e avvengono prevalentemente per stimoli ripetuti e carichi esagerati.
Caratteristiche delle fratture
- Dolore
- Deformità
- Edema
- Spasmi muscolari
- Movimento anomalo
- Perdita della funzione
- Shock
- Limitazioni del movimento articolare
- Atrofia muscolare
L’osso ha l’incredibile capacità di sostituire le sue porzioni rotte, non con tessuto cicatriziale, ma con tessuto osseo. Il processo di guarigione inizia secondi dopo la frattura e procede per anni. Una cronologia di guarigione è molto difficile da definire.
Quando una frattura può considerarsi guarita?
Una delle domande più frequentemente poste nello sport dopo una frattura ossea è: “ Quando potrò tornare ad allenarmi? “. Abbiamo detto che è difficile quantificare in giorni o mesi esatti la guarigione completa della frattura, possiamo però valutare in base ai dati oggettivi e soggettivi quando il soggetto potrà incominciare l’allenamento. Giustamente non è semplice poiché ciò dipende da molti fattori, tra cui: la struttua dell’osso, il tipo di evento traumatico, l’età del paziente, il trattamento della frattura e l’alimentazione. Per vautare una corretta guarigione di una frattura bisogna ricorrere ad un Team che possa garantire, attraverso esami e prove soggettive, il corretto recupero dalla frattura. Combinare diverse figure professionali che forniscano un giudizio clinico, valutazione radiografica, nozioni sul comportamenta specifico della fratture e corretti sviluppi di programmi di riabilitazione, rieducazione e riatletizzazione porteranno ad avere una più precisa data di ritorno all’attività fisica.
Una frattura si considera guarita sulla base dei sintomi del nostro paziente, reperti clinici e da test motori che si avvicendano nel corso delle fasi del recupero funzionale.
Abbiamo elencato quali secondo noi possono essere degli aspetti essenziali per comprendere quando un atleta può tornare a svolgere la sua attività. Importante è che il soggetto deve svolgere un attività di recupero sempre graduale e monitorata in ogni sua fase.
Ecco la lista:
- Assenza di dolore al caricamento, al sollevamento o al movimento.
- Nessuna dolore presente nella zona della frattura.
- Assenza di limitazione funzionale.
- Scomparsa della rima di frattura sulle radiografie.
- Ripristino di una funzione completa.
Possiamo fornirvi, ovviamente in forma empirica, le tempistiche delle fratture tra arti inferiori e superiori. La guarigione delle ossa lunghe degli arti superiori è di circa 3 – 12 settimane e quella degli arti inferiori è di 12 – 18 settimane.
A cura del Dr. Allois Ruben
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