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PNL, Postura, Linguaggio del corpo e Prossemica:

PNL, Postura, Linguaggio del corpo e Prossemica:

Questo articolo nasce con il semplice intento di incuriosire, sulla PNL ma non solo. Chi di noi non vorrebbe saper comunicare meglio, aumentare la propria autostima, imparare a gestire le proprie emozioni e magari vendere anche di più? Fino a pochi anni fa, figure come i mental coach o i counselor erano ancora distanti dalla realtà dei nostri piccoli centri fitness mentre oggi sono figure sempre più  ricercate e presenti sul mercato visto  che con un ruolo di supporto riescono, con gli  strumenti a loro disposizione, a portare il loro cliente a migliorare nelle attività quotidiane, a migliorare la qualità del lavoro svolto o magari ad eccellere nello sport.   

Facciamo una debita premessa cercando di definire cosa intendiamo per “PNL” (programmazione neuro linguistica)  e come con la PNL si possa influenzare l’atteggiamento posturale e controllare al meglio il linguaggio del corpo.

Con la definizione di  “postura” si fa riferimento alla posizione del corpo umano nello spazio e a come i nostri segmenti corporei siano in relazione l’uno con l’altro. Ricordiamo che la postura può essere, in piedi, seduto e in decubito (prono,supino,laterale). Logico che in comunicazione, il linguaggio del corpo diventa un fattore molto importante e se saputo sfruttare anche molto potente, com’è altrettanto logico che la nostra postura, impegnata ad esempio,a sostenere il peso e lo stress di un discorso in pubblico può lanciare messaggi sbagliati e inficiare quanto di buono invece abbiamo preparato a livello di contenuti semantici.

Nella  sigla PNL invece si vuol racchiudere prima di tutto “una visione”,un atteggiamento e una metodologia sul come, attraverso i nostri 5 sensi (vista,udito,gusto,olfatto e tatto) uniti ai nostri schemi di pensiero, determiniamo il nostro comportamento, il modo in cui ci approcciamo alla vita e le risposte che diamo. Ognuno di noi reagisce ad un evento, positivo o negativo che sia in maniera diversa, ma spesso, indipendentemente dalla natura stessa dell’evento, le nostre reazioni non ci permettono di centrare l’obiettivo che ci eravamo prefissati. Come possiamo fare a cambiare le nostre reazioni se risultano limitanti?

Ci sono numerosi metodi di PNL per cambiare i nostri comportamenti se realizziamo che non ci danno il risultato sperato. Ma i nostri comportamenti sono fortemente influenzati dalle credenze che abbiamo. A volte si nutrono convinzioni controproducenti come “ non posso diventare un bravo venditore” o “non posso diventare un bravo atleta”. Iniziate con un piccolo esercizio, sostituite i “non riesco a fare x ” con “ non ho ancora imparato a fare x”, datevi un’opportunità, un passo in avanti alla volta ma mai uno indietro, non ponetevi limiti e trovate opportunità, in primis in voi stessi e vedrete che questo atteggiamento produrrà i giusti risultati. Poggiatevi sui vostri valori, rivedete le vostre credenze e datevi obiettivi raggiungibili.

ORIGINI E SIGNIFICATO:

la PNL fu elaborata verso la metà degli anni 70 da Jhon Grinder, un brillante professore di linguistica della università della California e  da Richard Bandler, studioso di matematica appassionato di statistica. I due si posero come obiettivo di scoprire “la differenza che faceva la differenza”, lavorando sul come un metodo strutturato potesse esaltare l’eccellenza ma, anche come potesse rappresentare fonte di stimolo a migliorarci in ogni campo della nostra vita e di conseguenza a migliorare le nostre performance. Che si tratti di comunicare, gestire le emozioni, vendere o praticare uno sport, con la PNL possiamo analizzare i nostri pensieri limitanti e riprogrammarli in opportunità.

 Ma vediamo cosa si intende esattamente per PNL analizzando il nome scelto dai fondatori nelle tre componenti:

PROGRAMMAZIONE: si basa su schemi di pensiero e di comportamento che tutti abbiamo e che funzionano in modo inconsapevole ed automatico. Spesso questi schemi di pensiero sono  fortemente influenzati dalle credenze che abbiamo, oltre che dalle rappresentazioni dei nostri sensi: vista, udito,tatto, gusto.

NEURO: ovvero i processi neurologici del comportamento umano, basato su come il sistema nervoso riceve stimoli dagli organi di senso e li rielabora in percezioni e rappresentazioni

LINGUISTICA: o anche “linguaggio della mente” che comprende la capacità di analisi delle immagini, dei suoni,dei sentimenti,dei gusti, degli odori e il dialogo interiore. In parole povere, ciò che sentiamo,come lo recepiamo e come parliamo a noi stessi.

-PNL e SISTEMI RAPPRESENTAZIONALI:

i sistemi rappresentazionali sono i meccanismi neurologici, o le modalità sensoriali, con i quali i cinque sensi ricevono informazioni dalla realtà, le processano, le archiviano e all’occorrenza le recuperano.

I sistemi rappresentazionali influenzano quindi il nostro linguaggio, più nello specifico i nostri sistemi di linguaggio:

-VERBALE: le parole che utilizzi per interagire

-PARAVERBALE: come dici queste parole che hai scelto, tono,volume e ritmo

-NON VERBALE: i movimenti, i gesti e la postura che tieni mentre parli

A loro volta i nostri sistemi di linguaggio si dividino in:

-VISIVO: relativo alle immagini

-UDITIVO: relativo ai suoni e al linguaggio della mente, ovvero quello che ci diciamo nella mente

-CINESTETICO: relativo alle sensazioni tattili e a quelle emotive che percepiamo all’interno del nostro corpo

IL SISTEMA RAPPRESENTAZIONALE PRIMARIO:

il sistema rappresentazionale primario è  quel sistema che codifica la maggior parte delle informazioni captate dai nostri sensi. Tutti noi abbiamo un sistema preferito con il quale elaboriamo gli stimoli che riceviamo dall’ambiente che ci circonda.

Studi attitudinali hanno dimostrato che il 40% delle persone ha come sistema primario quello visivo, un altro 40% quello cinestesico e il rimanente 20% quello uditivo. Per semplificare, dobbiamo tenere presente che, ad esempio, i nostri allievi, apprenderanno molto velocemente tramite immagini con alti livelli di contenuto emotivo oppure mettendoli nelle condizioni di toccare di persona quel determinato oggetto magari tanto desiderato. Per questo, scoprire il sistema con il quale il nostro cliente sta interagendo con noi è importante per instaurare uno stato di sintonia nella relazione,che in PNL è definita rapport.

IL LINGUAGGIO DEL CORPO:

il linguaggio del corpo è in parte innato, e in parte il frutto dei processi di socializzazione. Più del  90% della nostra comunicazione giornaliera è infatti non-verbale e a parte a contribuire e rafforzare il linguaggio verbale, ci fa capire quanto sia grande il rischio di essere fraintesi per colpa delle nostre posture, che agli occhi del nostro interlocutore possono sembrare inappropriate al contesto. Pensate semplicemente a quante volte, durante il corso di una telefonata chiediamo conferma di quanto sentito e come invece non lo facciamo quando parliamo faccia a faccia. L’efficacia di un messaggio dipende solo in minima parte dal puro significato letterale di quello che viene detto, sarà il tono,la frequenza, il ritmo o i silenzi stessi a dare la giusta enfasi affinchè il messaggio che vogliamo far passare risulti efficace.

COMUNICAZIONE NON VERBALE E PROSSEMICA:

l’aspetto prossemico della comunicazione analizza i messaggi inviati con l’occupazione dello spazio. Il modo nel quale le persone tendono a disporsi in una determinata situazione è codificato da regole ben precise. In genere si tende a suddividere lo spazio che ci circonda in quattro zone principali. La zona intima ( da 0 a 50 cm), la zona personale (da 50 cm a 1mt), la zona sociale ( da 1 a 4 mt) e la zona pubblica (oltre i 4 mt).

Eccoci all’importanza dell’aspetto posturale nel contesto della comunicazione, come avrete intuito comunichiamo molto, moltissimo anche con il corpo ed ecco che saper riconoscere i nostri limiti, i nostri disagi o le nostre difficoltà può aiutarci a sconfiggere qualsiasi tabù, vi riconoscerete in molte delle posture dell’immagine di cui sopra, ecco, ora con la memoria cercate di visualizzare il contesto e provate con un pensiero “revisore” a correggere quanto fatto e detto in quel determinato contesto. Vi siete sentiti a disagio? Non mostratevi completamente chiusi al vostro interlocutore perché ad un colloquio di lavoro potreste apparire insicuri. Di contro se  il livello della chiacchierata si è subito volto all’empatia, non fate l’errore di prendere troppa confidenza toccando il vostro interlocutore o appoggiandovi su una gamba o ad oggetti vicini a voi, potreste apparire poco precisi e affidabili. Ogni situazione vi porterà ad assumere posture istintive che hanno fondamenta ben radicate nel vostro io, saper riconoscere le situazioni e saper gestire i momenti di stress emotivo durante una conversazione o un discorso in pubblico vi permetterà di non compiere errori che potrebbero rallentare le vostre vendite o la vostra carriera. Prendete coscienza dei limiti e trasformateli in opportunità. Di crescita personale ma anche professionale.


A cura del Dr. Andrea Chesi 


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