PSICOLOGIA DELLO SPORT

Da anni ormai è riconosciuta l’importanza della psicologia all’interno degli ambiti sportivi, ma solo ultimamente si sta dedicando più attenzione ed energie a questa materia ancora poco esplorata. Tutto questo perché i margini di miglioramento in questo settore, che ha ancora tanto da dare, sono enormi, e i benefici derivanti dalla cura e dal miglioramento di questa componente sono sempre più chiari e concreti.
Questo articolo ha l’obiettivo di esporre una delle teorie che ormai è evidenza scientifica: LA TEORIA DELL’ATTIVAZIONE.
ATTIVAZIONE, in ambito sportivo, viene definita come motivazione ad eseguire un compito, o più precisamente, prepararsi a compierlo (Magill 1990).
È scontato che nei diversi sport e discipline, per ottenere risultati, non si possono avere le stesse “attivazioni”, basti pensare alla differente motivazione che dovremmo avere subito prima del test sul 1RM (ripetizione massimale) su panca piana e a quella prima di scoccare una freccia da mandare a bersaglio.
Per capirci, attivazione può essere intesa come lo stato di ALLERTA FISIOLOGICA che si ha prima della prestazione. Uno stato di prontezza nel trattare informazioni e nel rispondere agli stimoli, influenzando la prestazione, e che, naturalmente, cambierà in base al compito da eseguire.

Questo è lo schema che chiarisce e semplifica ciò che abbiamo appena visto.
Lo schema della U capovolta (Yerkes e Dodson 1908).
É intuitivo quello che racconta.
La prestazione è favorita da un grado di attivazione ottimale. Quello che non trapela è il perché.
Il motivo è che una ridotta attivazione si traduce in noia e svogliatezza (quindi basso rendimento), un’eccessiva attivazione diventa ansia e panico (anche qui rendimento minimo).
Quindi, quello che ci permette di ottenere prestazioni massimali è la capacità di AUTO-MODIFICARE il nostro livello di attivazione (o quello della persona che stiamo allenando).
Per concludere un’ultima cosa, anche questa non suggerita dallo schema, compiti fisici più vigorosi (sollevamento pesi) necessitano di un’attivazione sbilanciata verso l’elevato, viceversa, compiti fisici più raffinati (tiro con l’arco) preferiscono un’attivazione che sporge verso la ridotta.
Esistono diverse tecniche per modulare l’attivazione, le vedremo nel prossimo articolo.
A cura del Dr. Francesco Morichetti
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