Acquagym e gravidanza: tutto quello che c'è da sapere

Come abbiamo spiegato nell’articolo relativo ai benefici dell’acquagym, l’acquafitness è un’attività particolarmente adatta alle future mamme. Questo perché l’assenza di gravità in acqua non fa accusare il peso in più acquisito durante la gravidanza, per cui la schiena e, in generale, le articolazioni non risentiranno di un eccessivo affaticamento.
Purtroppo ancora numerose donne rinunciano a dedicarsi a qualsiasi tipo di attività fisica durante la gravidanza, convinte che questo diminuisca il rischio di aborto spontaneo.
Al contrario di ciò che si pensa, però, se non si hanno particolari problemi, è possibile continuare a praticare sport in gravidanza, prendendo alcuni accorgimenti ed evitando sforzi che possano stressare eccessivamente l'organismo.
Una blanda attività fisica svolta con regolarità - e dopo aver ottenuto il nulla osta del ginecologo - è anzi consigliata sin dai primi giorni di gestazione, sia per il benessere della donna sia per quello del bambino.
Lo sport, infatti, aumenta la capacità di trasporto di ossigeno e sostanze nutritive indispensabili per il feto, migliorando l'efficienza degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio della futura mamma.
Inoltre, il movimento aiuta a tenere sotto controllo il peso, riducendo il senso di gonfiore e contrastando il mal di schiena e i problemi posturali legati alla dolce attesa. Un’attività soft come l’acquagym, praticata con regolarità 2-3 volte alla settimana, diminuisce anche il rischio di sviluppare il diabete gestazionale.
Acquagym ma non solo: il nuoto e tutte le attività in piscina sono indicate per le future mamme, garantendo l’acqua una migliore dispersione termica e riducendo il carico di lavoro sulle articolazioni, che non sono soggette a sforzi eccessivi.
In immersione il peso del corpo è circa 1/6 di quello a terra, un vantaggio soprattutto negli ultimi mesi, quando il pancione grava sulla schiena e può facilmente causare lombalgie e sciatalgie.
In acqua ci si sente più leggere e questo agevola movimenti che altrimenti potrebbero risultare faticosi o addirittura controindicati durante l’attesa: ad esempio, si possono praticare esercizi da supine, una posizione di solito sconsigliata nel terzo trimestre, perché l’utero ingrossato può comprimere la vena cava e provocare cali di pressione.
Tuttavia in acqua potrete tranquillamente nuotare a dorso senza incorrere in questo rischio.
L’acqua svolge un’azione drenante favorendo la circolazione superficiale degli arti inferiori, che sono una delle zone più soggette a ristagno venoso e linfatico.
Si dona sollievo alle gambe stanche, riducendo il rischio di gonfiore, particolarmente alto in gravidanza, e si aiuta a contrastare la ritenzione idrica.
La resistenza offerta dall’acqua consente, poi, di ottenere una tonificazione muscolare soprattutto dei muscoli più interessati al momento del parto come la schiena, il bacino e il perineo.
L’acquafitness interviene anche sullo stato emotivo della futura mamma: è provato che muoversi in acqua stimola la produzione di endorfine, gli ormoni che infondono benessere. Il benessere risultato da una pratica costante aiuterà, quindi, la donna ad affrontare serenamente i piccoli disagi tipici della gravidanza.
Prima di decidere la complessità; e la frequenza degli esercizi da far praticare in acqua c’è da considerare il livello di allenamento della futura mamma.
Se si tratta di una donna che si allenava con regolarità anche prima, l’attività in acqua può essere un pochino più intensa nei primi mesi e finalizzata al mantenimento di un buon tono muscolare.
Piccoli attrezzi quali manubri, tubi e cavigliere costituiscono degli ottimi alleati per il rinforzamento dei muscoli.
Se si inizia a praticare acquagym senza un allenamento precedente, però, è consigliabile cominciare senza l’utilizzo di questi oggetti, per far prendere confidenza alla donna con la resistenza dell’acqua e la coordinazione dei movimenti in essa.
Concludiamo con un consiglio sempre utile quando si fa acquagym: ricordarsi sempre di idratarsi sia prima che dopo l’allenamento.
Stando in acqua, infatti, spesso non si sente il bisogno di bere ma il corpo si disidrata lo stesso.
E prediligete o fate prediligere alle vostre allieve delle cuffie non in silicone, in modo da garantire una corretta traspirazione del capo.
Se siete interessati all’acquagym e vi piacerebbe insegnare questa disciplina o siete già degli istruttori e vorreste aggiornarvi, iscrivetevi al nostro corso di acquafitness riconosciuto dal CONI in partenza il 22 marzo a Roma, Milano e Firenze.
Il corso è in partenza e ci sono ancora pochi posti disponibili!
A cura della Dott.ssa Barbara Attisano
