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Si fa presto a dire acqua, l'editoriale di Antonio Russo

Si fa presto a dire acqua, l'editoriale di Antonio Russo


L’acqua è vita;
L’acqua ci sorregge e ci rende leggeri;
L’acqua è adatta a tutti;
Il nuoto è uno sport completo;
L’acqua attutisce, protegge, in acqua non ci si fa del male;
Il mio medico mi ha consigliato di fare attività in acqua, l’acqua mi farà stare meglio...

Quante volte abbiamo sentito e/o letto frasi di questo tipo? E quante altre le abbiamo dette noi stessi? Luoghi comuni o verità straconosciute da molti?

Sono innegabili gli effetti positivi che una buona e mirata attività in acqua fornisce al nostro organismo.
L’acqua, infatti, grazie alle proprie caratteristiche fisiche permette una sensibile riduzione del peso corporeo, consentendo il movimento anche a persone anziane o soggetti in sovrappeso.
Possiede inoltre effetti mio-rilassanti e l’immersione prolungata ci riporta inconsciamente a ricordi ancestrali all’interno dell’utero materno, apportando effetti positivi, dunque, non solo al nostro corpo ma anche e soprattutto alla nostra mente.

Ma l’acqua è davvero adatta a tutti? Ni.

Potenzialmente si, una buona e mirata attività in acqua lo è!

Buona, perché anche in acqua è possibile farsi del male.
Si, hai letto bene! Attività errate, fatte male e protratte nel tempo possono arrecare più danni che benefici.
Ecco perché è importante affidarsi sempre a tecnici specializzati e altamente qualificati con un percorso di studi consono e adeguato.
La propria integrità fisica è ciò che di più importante si ha al mondo.

Mirata, perché non tutti siamo uguali.
Ognuno di noi ha bisogno di stimoli adeguati e differenti a seconda delle proprie propensioni e/o capacità, dei relativi “handicap” psico-fisici e degli obbiettivi personali da raggiungere.
Spesso i medici consigliano l’attività in acqua ai loro pazienti ma quale attività fare?
Ne esistono differenti e il medico spesso non è un tecnico sportivo, senza considerare il fatto che per alcune problematiche la sola l’attività in acqua non è sufficiente o peggio potrebbe essere addirittura inefficace.

Ma perché l’attività in acqua viene considerata da molti la "panacea di tutti i mali”?
Questo malinteso nasce a causa dell’estrema versatilità che l’elemento possiede, e che, l’hanno reso nel tempo, il “Santo Graal” della salute umana.

Vediamo nello specifico tutte le sue caratteristiche:

  • Principio di Archimede. “Un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verticale, dal basso verso l’alto, pari al peso del fluido da esso spostato.” Questo consente una riduzione del peso corporeo e permette alle articolazioni di lavorare in situazioni di completo scarico.
  • Pressione Idrostatica. Un liquido, per effetto del proprio peso, esercita sulle pareti del recipiente che lo contiene e sulla superficie dei corpi che vi sono immersi, una pressione uniforme detta “pressione idrostatica”. Questo favorisce la circolazione sanguigna, aumenta il ritorno venoso diminuendo la sensazione di affaticamento.
  • Viscosità del fluido. La densità dell’acqua è mille volte superiore a quella dell’aria, le forze di reazione del mezzo influenzano notevolmente la capacità ed il tipo di movimento realizzabile. Questo rende l’acqua una macchina isocinetica perfetta, opponendo una resistenza direttamente proporzionale alla forza utilizzata per spostarla. Limita inoltre il movimento e sollecita il rafforzamento dei muscoli in modo graduale e continuo.

Tutto ciò rende indubbiamente l’acqua un elemento fantastico e irrinunciabile dentro il quale lavorare, ma ricorda: 

L’acqua fa bene, una scelta consapevole e mirata fa meglio!


Antonio RussoEditoriale a cura del Dr. Antonio Russo
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